| FONTE: Informatore zootecnico fonte originale "Selezione Veterinaria" NUMERO: 14 DATA: 1995 PAROLE CHIAVE: probiotici, prestazioni produttive, adiuvanti alimentari |
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PERCHE' I PROBIOTICI FUNZIONANO
Questi concentrati di
microrganismi sono in grado di migliorare le prestazioni produttive dei nostri
animali, senza deprimere altri parametri. lI meccanismo d'azione
I probiotici sono preparazioni selezionate,
concentrate di microrganismi in grado di replicarsi anche se presentati sotto
forma essiccata. Sono utilizzati come adiuvanti alimentari per facilitare la
digestione, per incrementare le produzioni e per prevenire le sindromi enteriche
nei glovani animali.
Di uso frequente sono: i lattobacilli (acidophilus e
bulgaricus), gli streptococchi (lactis o faecium), i bacilli (subtilis o cerens)
e, negli erbivori, i lieviti (Saccaromyces cerevisiae) .
Il loro impiego
nell'alimentazione animale è indicato per favorire l'attività della microflora
dell'apparato digerente limitandone gli effetti negativi senza la necessità di
ricorrere all'uso degli antibiotici che si prestano a molte considerazioni
critche.
I probiotici rappresentano una tecnica biologica nuova, molto
interessante per qualsiasi tipo di allevamento, a condizione di razionalizzare
il loro impiego e di provare nelle preparazioni commerciali: la totale innocuità
per gli animali, per il consumatore e per l'ambiente e l'indiscutibile efficacia
dal punto di vista zootecnico (appetibilità, indice di trasformazione,
prevenzione di turbe digestive, tornaconto economico).
Il modo d'azione dei
probiotici non è del tutto chiaro e non è possibile, pertanto, stabilire la loro
efficacia solo dal punto di vista economico.
Sono necessarie prove pratiche,
effettuate con metodologie scientificamente controllate che diano risultata
statisticamente signifcativa e riproducibili.
Le ipotesi che sono state
avanzate sul modo di agire dei probiotici, soprattutto nei monogastrici, sono
molteplici, elenchiamo le principali.
1) La fermentazione lattica
aumenterebbe l'acidificazione del contenuto gastrico specie nei giovani animali
e come conseguenza porrebbe freno alla proliferazione della flora microbica
intestinale che, in ambiente alcalino, aumenta il catabolismo delle proteine, il
riassorbimento dei composti azotati tossici e le stesse tossine microbiche.
2) I microrganismi patogeni quali i coli e le salmonelle sarebbero
inibiti non solo per acidificazione ma per secrezione di fattori batterici
(acidolina e acidofilina) efficaci contro le enterobatteriacee ma non contro i
lattobacilli.
3) Il catabolismo microbico verrebbe attenuato da un
miglior equilibrio lattobacilli/colibacilli che consente la completa
utilizzazione degli aminoacidi indispensabili e un minor riassorbimento di
cataboliti tossici (ammoniaca, ammine, idrogeno solforato, indolo e scatolo).
4) I probiotici favorirebbero un'accresciuta sintesi delle vitamine
nonché l'aumento delle attività enzimatiche della lattasl, amllasl, maltasi e
proteasl.
5) Regolano, infine, la peristalsi intestinale e quindi il
rinnovo delle cellule della mucosa digerente.
Negli erbivori i leviti
vivi in associazione con i lattobacilli forniscono i fattori di crescita dovuti
a:
- stabilizzazione del pH ruminale;
- riduzione della perdita di
metano;
- facilitazione nella digestione della cellulosa;
- aumento
della biomassa batterica che si trasforma in proteina di o regine anima.
Per
esprimere tutte queste potenzialità i lieviti devono essere vivi perché le forme
morte sono nettamente meno efficaci, somministrati in dose nell'ordine di 10
cellule per grammo di alimento e somministrati con regolarità.
Si rende
quindi indispensabile un lavoro di selezione fra tutti i probiotici attualmente
impiegati nelle varie specie animali, scelta che deve essere operata con criteri
tecnologici, biologici e metabolici. lavori sperimenta comparsi sino ad oggi,
non sembrano improntati ad una rigorosa metodologia seientifica ed inoltre hanno
fornito risultate non sempre riproducibili anzi talvolta discordanti. Pare
assodato comunque che:
- nel bovini da carne probiotici sono in grado di
indurre un incremento ponderale uguale a quello che si ottiene con gli
antibiotici;
- nei suini prevengono le forme enteriche specie nel periodo
post svezzamento, riducono il consumo di alimento? provocano nelle scrofe un
miglior tasso di fertilità;
- nei volatili accrescono l'indice di
digeribilità degli amidi, inibiscono la proliferazione dei coliformi e delle
salmonelle e con la diminuzione delle forme diarroiche si creano le condizioni
per un miglioramento della lettiera;
- nei conigli riducono l'incidenza
delle turbe digestive e migliorano l'indice di crescita;
- nelle vacche da
latte ad alta produzione i lieviti vivi attivano la microflora della digestione
ruminale con positive ripercussioni sulla produzione e sulla percentuale di
grasso e proteine nel latte. In conclusione si può affermare che l'uso dei
probiotici come adiuvanti biologici rappresenta unanuova e interessante via per
incrementare la produzione senza ricorrere all'uso e all'abuso di antibiotici.
(da Selezione Veterinaria)